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Discussione sui Metodi per Distinguere "le1" da "le2"

Periodico del Zhongguo Yuwen, 1991, nr. 4 (223esima uscita)
Discussione sui metodi per distinguere le1 da le2
 
di Lu Yingshun
 
  1. Introduzione
  2. Nel cinese moderno, ci sono due le: uno è il suffisso verbale, che indicheremo come le1, l’altro è la particella modale, che indicheremo con le2. Sebbene le funzioni grammaticali di le1 e le2 siano differenti, la loro occorrenza nella lingua scritta è identica, per cui distinguere tra le1 e le2 ha comportato determinate difficoltà. Sebbene siano già stati pubblicati articoli sulla differenza tra le1 e le2, nella maggior parte di questi si considera [il problema] dal punto di vista della posizione di le all’interno della frase, e questo metodo ha i suoi difetti. In questo articolo si è partiti da un punto di vista diverso, esaminando alcuni metodi per distinguere le1 da le2.
  3. Le circostanze in cui le1 è mobile/si sposta
  4. Prima di esaminare i metodi per distinguere le1 da le2 , è necessario capire [quali sono] le circostanze che sono in relazione con lo spostamento/la mobilità di le1. Wang Li (1980) fa notare che durante la Dinastia Tang "quando un verbo reggeva l’oggetto, il carattere le si collocava dopo l’oggetto, e non si accostava al verbo." Ad esempio, "Pronunciate queste parole, andò al sud" (Bianwen di Wu Zixu). Ciò che merita attenzione è che già a quel tempo le si era già svuotato di significato [cioè, letteralmente: si era già trasformata in una particella, o parola vuota (xuci), e non significava più completare] Il suffisso verbale le1, come una vera e propria particella finale, era già apparso nell’epoca Nan Tang, "nell’epoca Song si diffuse gradualmente" , "a partire dall’epoca Yuan, le nuova regola aveva sconfitto la vecchia, e non si sarebbe più detto (ad esempio) ‘zuo yijian shile, youlihui yijian’, ma zuole yijianshi, zai zuo yijian’ " [Fatta una cosa, poi si bada ad/se ne fa un’altra]. È evidente che si è gradualmente "spostato" da fine frase all’interno della frase. Il dubbio dei contemporanei è il risultato di questo "spostamento", [ovvero] è il le che indica l’aspetto perfetto ad essersi spostato al centro della frase tra il verbo e il soggetto? Confronta i due esempi che seguono:
    (1) A. Ni chifanle meiyou? B. Ni chilefan meiyou?
    Hai mangiato?
    Che il le nella frase dell’esempio (1)B sia le1 non possono esserci dubbi. Ma il le della frase (1)A è le1 o le2? Secondo l’autore, si tratta di le1, nonostante sia collocato dopo l’oggetto. In un contesto identico, il significato espresso dalle due frasi è lo stesso. Se ad esempio, nel bel mezzo di un pasto, arriva in casa un ospite, questi può avere già mangiato oppure no, per cui il padrone di casa potrà dire: "Ni chifanle meiyou?" oppure "Ni chilefan meiyou?" Inoltre, se il le della frase A è una particella modale le2, allora [ci si chiede] perché non si può dire "Ni chifan meiyou le" oppure "Ni chifan meiyou chifan le", ma possiamo invece dire "Ni chi buchifan le? Perché nel secondo caso si tratta di le2, e le2 può essere aggiunto solamente alla fine di una forma interrogativa retorica. E non si può dire altrettanto del primo caso.
  5. Metodi per distinguere le1 da le2
Una volta capite le circostanze in cui il le si "sposta", sappiamo che: la difficoltà di distinguere le1 da le2 non è soltanto nella frase "SV + le", ma anche nella frase "SVP + le". Ciononostante, è ancora possibile trovare alcune loro differenze. Ciò che segue è la modesta analisi fatta in questo articolo per distinguere le1 da le2.
  1. Metodo del ripristino. È generalmente risaputo che, in cinese, il soggetto può servire non soltanto da agente, ma anche da oggetto, per cui l’elemento retto da V (P) in una struttura superficiale può fare da tema o da soggetto della frase, in questo caso il modello di frase che ha le può essere S0/T0 + (bei NP) + V (P) + le. Qui, con V(P) si indica il verbo o il sintagma verbale, con NP si indicano le parole ed espressioni sostantivate, con S0 si indica quell’elemento che V(P) regge come soggetto della frase, con T0 si indica quell’elemento che il verbo regge come tema della frase. Esempi:
(2) Yishang jiekaile, na hudie yixiazi feiqilaile [Televisione, ‘81]
L’abito si schiuse, e la farfalla in un attimo volò via.
A volte, la parte precedente del testo retta dal verbo viene omessa, e la parte finale della frase diventa "V (P) le":
(3) "Zenme neng rang ni song shu?" Meiyan keqide shuo. Guoyun Peng jilingde ba shu fengeile haizimen. Haizimen yihong ershang, gaoxingde qiang guang le.
Com’è che ha potuto lasciarti donare il libro? Guo Yunpeng con gran sapienza divise il libro dandolo ai bambini. I bambini si alzarono facendo un gran baccano, e con gran gioia glielo strapparono via.
A volte l’oggetto di V(P) deve essere preposto per [ragioni] pragmatiche:
(4) Wo conglai meiyou huade name haoguo, zhende! Zuihou yibi, wo cunxin yidun, ba bijian dunshele. (D ’82)
Non avevo mai dipinto così bene, dico sul serio! Poi alla fine ho dato una pennellata, intenzionalmente mi sono fermato, e all’improvviso s’è rotta la punta del pennino.
(5) Ta lian waiyi de linggou dou goushangle, zhibuguo hai chizhe yishuangjiao (D ’82)
Aveva perfino tracciato l’imbastitura del soprabito, solo che era ancora a piedi nudi.
Un punto in comune degli esempi visti sopra è che ogni frase finisce con "V (P) le", in queste frasi l’elemento retto dal verbo (segnato come OVP) appare davanti a V(P). Guardando la struttura profonda, la posizione di OVP è dopo V(P), quindi quando OVP viene preposto, esso inevitabilmente lascerà una traccia t dopo V(P)O:
A: V(P) + le + O à (OVP ) …… V (P) + le + t
Un altro tipo di fenomeno di traccia correlato con questo è:
B: V (P) + O + le à (OVP) …… V (P) + t + le
Ad esempio:
(6) Zai ta suo hun guo de zhaimenli, you wen de yeyou wu de; wu de li, lian neng gan shang liu si ye hai mei you; wen de zhong, suiran you zai daxuetang jiaoshude xiansheng, yeyou zai yamenli danghao chashide, zi dangran renshi bushaole, keshi mei yuda yige jianglide. (She)
In quella dimora in cui lui si è mescolato, ci sono [persone] raffinate e valorose; tra i valorosi, non ce n’è neppure uno che possa superare Liu Siye; tra i raffinati, sebbene ci siano docenti che insegnano nelle aule universitarie, tuttavia non sono all’altezza degli uffici governativi, conoscono sicuramente molte parole, ma non si sono imbattuti con una persona che sappia usare il cervello.
(7) Ta buneng zaidengle. (She)
Non può aspettare più.
Poiché t è invisibile, ad un livello di struttura superficiale le due tracce diventano "omomorfe", ovvero sono entrambe "(OVP ……+ V (P) + le". Ma l’origine di "(OVP ……V (P) + le" è diversa, di conseguenza anche il le qui è diverso: quello che deriva da A è un suffisso verbale le1; quello che deriva da B può essere una particella modale le2, ma può anche essere le1, e questo è un retaggio del passato. Se vogliamo stabilire se all’interno della struttura "(OVP)……V(P) le" è presente le1 o le2, possiamo adottare il metodo del ripristino della forma originaria, possiamo tornare alla struttura "V (P) le + O" in cui è presente le1, oppure possiamo semplicemente tornare alla struttura "V (P) + O le" in cui è presente le2. La teoria del "metodo del ripristino della forma originaria" fondamentalmente è la teoria della traccia.
Così, dalle frasi viste sopra possiamo distinguere le strutture originarie:
(2) à jiekai le ( ) (5) à goushang le ( )
    1. à qiangguang le ( ) (6) à renshi bushao ( )le
    2. à dunshe le ( ) (7) à buneng zai deng ( )le
Quindi, negli esempi da (2) a (5) abbiamo le1, mentre negli esempi (6) e (7) abbiamo le2. Merita d’essere detto che, fuori da un contesto, la struttura "(OVP ……V (P) + le" può avere due tipi di metodo del ripristino della forma originaria, ma in un ambiente linguisticamente concreto ne avrà soltanto uno. Il metodo del ripristino della forma originaria applicato all’unità retta da V (P) + le nella struttura sintattica appare nella frase che sta prima di V (P) o in quella precedentemente omessa.
  1. Come valutare le parole. Nel Putonghua del cinese contemporaneo, meiyou e bu non possono occorrere insieme a le1, quindi insieme a meiyou o bu potrà esserci solamente le2:
(8) Zanmen chang lianxu liangnian meiwancheng renwu le2. (D 82)
Sono due anni consecutivi che la nostra fabbrica non completa gli incarichi
(9) Ta yijing santian meiyou chifan le2.
Sono già tre giorni che non mangia.
(10) Ta zhi deng le ta yiyan, zhangma buzai chusheng le2, fangfu kanchu dian shenme weixian lai. (She)
Le lanciò solamente una brutta occhiata, e Zhangma smise di parlare, come se fosse consapevole di qualche pericolo in arrivo.
(11) Wo meiyou yongqi shigao Xiaomei, muqin yi buzai renshi le2. (D ’82)
Non ho avuto il coraggio di dire la verità a Xiaomei, cioè che la mamma non è più in vita.
3. Metodo della trasformazione. Per determinare la natura di le nella struttura "VO le", si può anche utilizzare la tecnica della trasformazione. Dato che le1 generalmente si trova tra V e O, prendendo il le della struttura "V O le" e inserendolo tra V e O, si osserverà se il significato della frase è cambiato o no dopo la modifica. Se non è cambiato, allora si tratta di le1, altrimenti è le2:
(12) Baba yue ta huijia chi wanfan, bingqie shuo you yaoshi xianggao, Zou Suzhen zai wufan shi zhuangao ta le. (Jiefang Ribao)
Il padre lo invitò a tornare a casa per cena, disse inoltre che aveva delle faccende importanti di cui parlare, [che] Zou Suzhen gli aveva comunicato a pranzo. (Quotidiano della Liberazione)
à ……zhuangao le ta (le1)
(13) Wo dangshi yidingshi emo futi le (D82)
In quel momento fu sicuramente uno spirito malvagio ad attaccarsi ?????
    • ……
    • fu le ti (le1)
(14) la le bannian, ta de xiwang gengda le: zhao zheyang xiaqu, ganshang yinian, zhiduo liangnian, ta jiu keyi mai liangche, yiliang, liangliang…… ta ye keyi kaiche changzi le. (She)
Ha tirato per sei mesi, e le sue speranze sono ancora più grandi, se continua così, dopo un anno di lavoro, al massimo due, potrà acquistare un carro, uno, due carri……. Potrà anche aprire un deposito.
à * keyi le kaiche changzi (le2)
(15) Dagai youshiyidian duo le, Xiangzi kanjian le rehechang nazhan jiming er guai gudan de deng. (She)
All’incirca erano passate le undici, e Xiangzi vide quella luce estremamente luminosa e stranamente solitaria dell’unità di fabbrica.
à * you le shiyidian duo (le2 )
4. Metodo dell’aggiunzione. Per quelle locuzioni verbali che non possono reggere un oggetto (lett. reggere o governare un elemento), come ad esempio diedao (cadere), zui (indulgere in), è possibile fare un test per mezzo dell’aggiunta di bu o mei. Se dopo avere aggiunto bu o mei, la frase non sta in piedi, allora si tratta di le1, dato che le1 non può occorrere insieme a loro:
(16) Ta diedao le à *Ta mei diedao le1
E’ caduto
(17) Ta bing le à *Ta mei bing le1
Si è ammalato
(18) Wo de shengyin gengye le à a. *Wo de shengyin mei gengye le1
b. Wo de shengyin bu gengye le2
Ho la voce rotta dai singhiozzi. b. Il singhiozzo mi è passato
(19) Women mei yige ren dou ku le à a.* Women mei yige ren dou mei ku le1
b. Women mei yige ren dou bu ku le2
Ciascuno di noi si è messo a piangere/aveva pianto b. Nessuno di noi piange più.
I fenomeni sopra menzionati indicano chiaramente che nella struttura degli esempi (16) e (17) le è sempre le1 , mentre nella struttura degli esempi (18) e (19) le può essere le1, ma può anche essere le2, a seconda di quanto determinato dal contesto. Se ciò che il parlante esprime è un’azione compiuta, allora sarà le1; se ciò che il parlante esprime è un’azione appena iniziata o che sta per iniziare, allora sarà le2 :
(20) Yichanajian, sihu mei yige zaichang de ren dou tingzhi le huxi, jingde lingren zhixi, haoxiang kongqi dou ninggu le1. (D ’82)
In un batter d’occhio, fu come se tutte le persone presenti avessero smesso di respirare, così immobili da provocare un soffocamento, sembrava che l’aria si fosse congelata.
(21) A, Zhan Guo, ni lai le1 (D ’82)
Ah, Zhan Guo, sei arrivato
(22) Wo dao Beidahuang de Disannian dongji, women liandui you shijige zhishi qingnian zucheng le yizhi kenhuang xianqian xiaodui, xiang nali jinfa le2 (D ’82)
Nell’inverno del terzo anno, [quando] arrivai al Grande Deserto del Nord (Beida Huang), la nostra compagnia costituì con una decina di giovani esperti una squadra da mandare in avanscoperta per la bonifica del terreno, fu in quella direzione che ci si mise in cammino.
(23) Lai le2, lai le2, bie zhenme gaosheng guaijiao. (Lushuxiangli)
E’ arrivato, è arrivato, non gridate così forte.
5. Metodo della cancellazione. Nel cinese contemporaneo, tutte le frasi hanno un modo, ma questo non vuol dire affatto che tutte le frasi debbano avere una particella modale, sebbene nel cinese le particelle modali siano abbastanza frequenti. Da qui forse si può arrivare ad una conclusione di questo tipo: le particelle modali si limitano ad enfatizzare determinati modi, e nient’altro, esse non influenzano l’autonomia della frase. Quindi in base al metodo della cancellazione è possibile determinare le proprietà di le a fine frase: se dopo la cancellazione la frase sta in piedi, e il significato della frase fondamentalmente non è cambiato, allora si tratta di le2, altrimenti è le1.
(24) Wo de yifu po le à * Wo de yifu po [ ] (le1 )
Mi si è rovinato il vestito.
(25) Ta zuotian jiu zou le à * Ta zuotian jiu zou [ ] (le1 )
Se ne è andato ieri
(26) Ta santian meiyou chifan le à Ta santian meiyou chifan [ ] (le2)
Non mangia da tre giorni
(27) Chule yu, qiaqiao ru le MinGuo, xunjing de shili yuelai yueda, Liu Si ye kanchu dimianshang de yingxiong yicheng le guoqu de shier, jishi Huang Tianba zai shi ye buhui you duoshao jihui le. (She)
Uscito di prigione, per caso entrò nella Repubblica di Cina, l’influenza dei poliziotti diventava sempre maggiore, Liu Siye si accorse che gli eroi della terra erano diventati una cosa del passato, e per questo/sebbene non si sapeva quante possibilità vi fossero che Huang Tianba riapparisse al mondo.
à …… jishi Huang Tianba zai shi ye buhui you duoshao jihui [ ] (le2)
Possiamo dimostrare con delle prove il fatto che la cancellazione della particella modale non influenza la sostanza della frase per quanto riguarda il significato e la capacità di reggersi.
Vi invito ad osservare le seguenti frasi con la particella modale ne:
(28) Wo tong shui yiqi qu [ne]?
Con chi è che vado?
(29) Ni shi mingtian dongshen [ne], haishi houtian dongshen [ne]?
Parti domani o dopodomani?
(30) Zhe juhua dui budui [ne]?
Questa parola è giusta o no?
(31) Nimen hebi dajingxiaoguai [ne]?
Perché vi allarmate per niente?
Wang Ziqiang ha messo in evidenza che: "Il ne in questo genere di frasi interrogative si può omettere. Se non si usa ne, il significato non cambia, e il modo risulta chiaro ed esplicito.
A parte il valore incoativo di le, i diversi e numerosi risultati degli esempi di cui sopra e le conclusioni ottenute con il metodo della cancellazione sono unanimi. A dire il vero, se il le incoativo sia o no una particella modale è una controversia ancora non risolta.
  1. CONCLUSIONI
Dei cinque metodi esposti in questo articolo per distinguere le1 da le2 si può dire soltanto che sono un tentativo su come fare un passo avanti nella distinzione tra le1 e le2, questione che merita ancora un’indagine. C’è solo una cosa che sembra dover essere chiarita: nel distinguere le1 da le2, non possiamo prima accettare un metodo di classificazione tradizionale di le, vale a dire fare questa distinzione partendo da una posizione di le all’interno della frase. Dobbiamo partire dai diversi significati grammaticali indicati da le, fare una verifica formale.


 

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