In A è adoperata una parola che denota il tempo, in B è adoperato un affisso verbale, in C è presente l’indicazione effettiva dell’oggetto dell’azione, in D abbiamo le a fine frase, in E è visibile lo scheletro della struttura sintattica, in F appare un riferimento reciproco nella struttura.
Ciò che in A è indicato dalla parola che denota il tempo è un punto di riferimento temporale, se questo non ci fosse, l’azione dello scrivere (xie) si estenderebbe all’infinito sui due assi temporali (anche se questo in realtà è impossibile). In A non c’è un arco temporale, ma grazie al riferimento "ieri" (zuotian), lo "scrivere" si può estendere all’interno di questo ambito, quindi l’arco temporale di "scrivere" verrà spiegato con "ha scritto per un giorno" (xie le yi tian). In realtà questo si capisce già tacitamente.
Ciò che in B è indicato dall’affisso verbale è un arco temporale non definito, [in termini di] riferimento temporale, per via del fatto che non ci sono altre indicazioni di tempo, "guo" ha simultaneamente la funzione di indicare "passato – tempo remoto" (guo qu – yuan shi). Riguardo un evento attuato nel passato, la lingua cinese non necessita di un arco temporale esplicito. Anche in questo caso c’è una comprensione tacita da parte del parlante cinese.
L’indicazione effettiva dell’oggetto dell’azione in C può mostrare l’arco temporale di "scrivere" (xie) (senza "le", [l’azione] di "scrivere" si prolunga all’infinito, con "le" [l’azione] si può prolungare soltanto fino al tempo [che occorre] per completare il romanzo). Il tempo speso per scrivere questo romanzo è dunque l’arco temporale di "scrivere". Senza altre parole che denotino il tempo, "le" indicherà simultaneamente i punti di riferimento temporale "passato – tempo prossimo".
In D con le a fine frase, il valore implicito temporale è quello in cui viene espressa la frase. Il punto di partenza dell’arco temporale è un momento anteriore a quello in cui viene espressa la frase, in termini di durata si può arrivare, come minimo, al punto di riferimento temporale, come massimo, può essere deciso dalle frasi successive (può concludersi subito, oppure può non avere limiti).
E è uno scheletro di struttura sintattica, una disposizione contestualmente neutra di un modello [di tipo] zero. Con questo tipo di modello, le caratteristiche di tempo e aspetto sottintese per il parlante di lingua cinese sono: per quanto riguarda l’arco temporale, [l’azione di]"scrivere" si estende senza limiti, per cui è indeterminata. Ciò che principalmente si capisce da una frase di questo tipo è una professione. Se la frase è imperativa ( chiedere di [fare qualcosa] (qishi) dà più energia al contesto), allora può esserci soltanto un’estensione senza limiti dopo il momento in cui [la frase] viene espressa.
Il riferimento reciproco strutturale dei due affissi verbali le è molto interessante. Il loro tempo sottinteso è il momento della locuzione, vale a dire adesso, [per quanto riguarda] l’arco temporale invece "la meta dell’uno è quella dell’altro" (Quando Lao Zhang scrive il romanzo, Lao Li scrive il saggio, da un punto di vista temporale, gli è vicino, e viceversa.
L’esigenza di le1 per l’arco temporale
Un evento già attuato ha quattro status temporali: 1. Compiuto nel passato (che possiamo dividere in compiuto in un passato lontano e compiuto in un passato vicino); 2. Accaduto nel presente (a tuttora è ancora così); 3. Che continua nel presente; 4. Teoricamente effettuato permanentemente (compreso il futuro). Fatta eccezione per quegli eventi che si compiono in un tempo recente, il cinese moderno non richiede [la specificazione di] un arco temporale, ovvero, che sia indicato o no l’arco temporale, l’indipendenza della frase non è compromessa. Ma, se si esprime un evento compiuto in un passato recente, [la lingua cinese] richiede un’inequivocabile arco temporale: se, nell’evento a cui dà voce, il parlante non fornisce un chiaro arco temporale, la frase - da sola - non sta in piedi.
Ciò che qui si deve spiegare, innanzitutto, è che i verbi istantanei (shunjian dongci), teoricamente, necessitano di un arco temporale, ma nella lingua cinese l’arco temporale dei verbi istantanei viene spesso ignorato, non è preso in considerazione. Quindi, anche se con uno di questi verbi viene impiegato il le per indicare che l’evento è stato compiuto in un tempo recente, l’arco temporale non è richiesto. I verbi istantanei non sono soggetti alla restrizione dell’arco temporale. Secondo le ricerche di Ma Qingzhu, i verbi posso dividersi, in base alla loro durata, [± chixu] in due grandi categorie: quelli di minore durata (-chixu) sono i verbi istantanei, tutti gli altri verbi sono di maggiore durata (+chixu). Tutti i verbi [che rispondono alle caratteristiche] (+ durata) e (- status), quando esprimono un evento che si è compiuto in un tempo vicino, sono tutti vincolati dall’arco temporale. Si guardino gli esempi che seguono:
(68) a. Wo deng le ni san ge xiaoshi. Ti ho aspettato per tre ore.
b. * Wo deng le ni.
(69) a. Ta gua le yi fu hua. Ha appeso un quadro.
b. * Ta gua le hua.
(70) a. Xiao Zhang xiu le san liang qiche. Xiao Zhang ha riparato tre automobili.
b. * Xiao Zhang xiu le qiche.
Nella frase (68)a, "per tre ore" (san ge xiaoshi) fornisce un inequivocabile arco temporale, e la frase non presenta problemi ; nella frase (68)b, invece, in mancanza di un arco temporale la frase non è in grado di stare da sola. Nella frase (69)a, anche "un quadro" (yi fu hua) ha fornito un arco temporale (il tempo speso per appendere un quadro è l’arco temporale di "ha appeso" (gua le)); diversamente, nella frase (69)b non è fornito un analogo arco temporale, e quindi la frase non sta in piedi. L’arco temporale dell’esempio (70)a è determinato da un attributo (completare la riparazione di "tre automobili" (san liang qiche), anche l’evento di "riparare" (xiu) informa di una conclusione); nella 70b, invece, per il fatto che non è fornito un arco temporale chiaro, la frase non è in grado di essere autonoma. Ma la frase che segue presenta dei problemi:
(71) Qiang shang gua le hua. Sulla parete sono appesi dei quadri.
In questa frase non è fornito un arco temporale, tuttavia sembra che ciò non costituisca un problema. Ma Qingzhu ritiene che il verbo "appendere" (gua) in questa frase abbia le caratteristiche di compiutezza (+wancheng), durata (+chixu) e status (+zhuangtai), e che a differenziarlo dagli altri verbi sia la presenza della componente status (+zhuangtai). Noi possiamo vedere che proprio per via di questo punto la frase (71) può essere sinonimo dell’esempio (72):
(72): Qiang shang gua zhe hua. Sulla parete stanno appesi dei quadri.
Risulta evidente che i verbi che possiedono le componenti durata e status, quando esprimono un evento compiuto in un tempo non remoto, non saranno soggetti al vincolo dell’arco temporale. Ne consegue che l’attributo numerico dell’esempio (73) qui non suggerisce un arco temporale, essendo solamente un’espressione numerica:
(73) Qiang shang gua le yi fu hua. Sulla parete è appeso un quadro.
Si guardi anche [il seguente] gruppo di frasi:
(74)a * Ta mai le shu.
b Ta mai le shu yihou jiu lai wo zhe er le. Dopo aver venduto i libri è venuto da me.
(75) a * Ta du le yanjiusheng.
b Houlai wo du le yanjiusheng. Dopo, ho fatto il dottorato.
(76) a * Ta xuan le jiaoshi.
b Ta xuan le jiaoshi zhege zhiye. Ha scelto la professione dell’insegnante
Dato che nella frase (74)a è stato adoperato le, deve esserci un chiaro punto di partenza, o di arrivo, [che indichi] un arco temporale. Qui invece, molto semplicemente, non è fornito alcun punto di riferimento di questo genere, e quindi la frase non può essere espressa da sola, perché in tal caso il ricevente non avrebbe modo di determinare il momento in cui l’evento è accaduto. Nella frase (75)b, il punto di partenza è reso chiaro da ciò che è stato detto precedentemente a "dopo" (houlai). La frase (76)a "Ta xuan le jiaoshi" (come anche "Ta xuan le zhiye") non può essere espressa da sola. Dato che è stato adoperato le, sia "jiaoshi" (insegnante) che "zhiye" (professione) sono indefiniti, per cui [le frasi] non sono in grado di fornire un punto di partenza o di arrivo temporali. Nella frase (76)b, invece, "la professione dell’insegnante" (jiaoshi zhe ge zhiye) risulta chiara, e in questo caso con/in "scegliere" (xuan) può avere un punto di arrivo. La ragione per cui le frasi che seguono possono stare da sole è che il le2 di fine frase indica un arco [temporale] in cui lo status dell’evento compiuto continua fino al momento in cui [la frase] viene espressa:
(77) Ta mai le shu le. Ha comprato [un] libro [e ce l’ha ancora].
(78) Wo du le yanjiusheng le. Ho fatto il dottorato [e il titolo rimane]
(79) Ta xuan le jiaoshi le. Ha scelto di fare l’insegnante [e fa ancora l’insegnante]
Se i simboli le non appaiono in frasi composte e/o con verbi congiunti, l’arco temporale non sarà chiaro, per cui esse potranno riferirsi ad azioni presenti o a caratteristiche comuni e permanenti.
(80) Xiao Wang na yaoshi kai men. Xiao Wang apre la porta con la chiave.
(81) Xiao Wang qing Lao Wang chi fan. Xiao Wang invita Lao Wang a mangiare.
(82) Wo yi kan jian ta jiu shengqi. Non appena lo vedo mi arrabbio.
In un contesto neutro, frasi autonome di questo genere esprimono azioni presenti o azioni dal carattere regolare e permanente.