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Analisi delle Caratteristiche dell'Aspetto Temporale di LE

ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DELL’ASPETTO TEMPORALE DI "LE"
di Jin Lixin
Ciò che questo articolo vuole dimostrare
 
    1. Il le che sta davanti all’oggetto e dopo il verbo è il simbolo dell’aspetto (aspect) perfetto - continuato (che d’ora in avanti chiameremo le1). In un contesto neutro, esso esprime contemporaneamente il significato di " tempo passato e vicino".
    2. A fine frase si possono avere due le, uno è il segno composto/misto (temporale e d’aspetto) che indica che lo status di un evento raggiunto continua fino ad un determinato tempo (che chiameremo le2), che in contesto neutro indica il significato di "adesso"; l’altro è la forma contratta della particella modale la (che d’ora in poi chiameremo le4).
    3. Ciò che indica il carattere guo è "la compiutezza (dell’azione) ma non la sua durata", indica simultaneamente il significato grammaticale di tempo passato e remoto.
    4. Perché una dichiarazione si trasformi in un evento reale, uno dei requisiti necessari è che le si attribuisca un determinato arco temporale o un punto di riferimento temporale.
    5. Quando un verbo [la cui azione indica] più un perdurare che non una condizione, che indica una compiutezza vicina nel tempo (e in questo caso si utilizzerà le1), sarà necessario attribuirgli un determinato arco temporale, altrimenti la frase non sarà autosufficiente.

     

  1. Verifiche di le1.
  2.  
Da un punto di vista tradizionale, non c’è relazione fra le1 e shi, dato che può apparire in frasi che indicano un evento che accade nel passato, nel presente o nel futuro. Ciò che esso esprime è lo stato di compiutezza dell’evento. Questo è stato dimostrato in parte anche da Zhu Dexi (1982, 5.15). Ad esempio:
    1. Zuotian Lao Wang mai le yi ben shu. (Azione compiuta nel passato)
    2. Ieri Lao Wang ha comprato un libro.
    3. Xianzai wo zhidao le zhe jian shi. (Azione compiuta nel presente)
    4. Adesso sono a conoscenza di questa cosa.
    5. Mingtian ni chi le fan lai zhao wo. (Azione compiuta nel futuro)
    6. Domani finito di pranzare vieni da me.
      Liu Xunning (1988) e Jing Cheng (1993) dimostrano che le ha il significato di aspetto "attuato". Nel suo articolo Jing Cheng sostiene anche che le ha il significato di attuazione – durata. Il punto di vista di Liu Xunning e Jing Cheng è in contrasto con quello tradizionale. In questa sezione, attraverso un esame autocritico dei pro e contro della "teoria della compiutezza" e della "teoria dell’attuazione" cercheremo di mostrare chiaramente che le è il simbolo dell’aspetto perfetto – continuato. Allo stesso tempo mostreremo anche che la sua forma originale (esposta senza simboli e in un contesto neutro) esprime contemporaneamente le caratteristiche di tempo remoto e prossimo.
      1.1. Il primo punto debole della teoria della compiutezza è il problema della linea di demarcazione tra esso e guo. Jing Cheng dimostra che guo indica "la compiutezza (dell’azione) ma non la sua durata", se si dice che le indica la compiutezza (dell’azione), allora molto facilmente ciò genera un conflitto con guo. In effetti questo può dimostrare con esattezza che le1 ha veramente le proprietà della compiutezza. Se guo e le1 possono indicare compiutezza, allora essi potranno sicuramente apparire in forma scambievole. E nei fatti è proprio così. Osserviamo gli esempi che seguono:
    7. Zuotian wo chiguo fan yihou zhaoguo ni.
    8. Zuotian wo chile fan yihou zhaole ni. Ieri finito di mangiare sono venuto da te
    9.  
    10. ? Wo chile shengyupian
      Ho mangiato i sushi, …
    11.  
    12. Wo chiguo shengyupian. Ho mangiato i sushi.
    13. Mingtian ni chiguo fan yihou lai zhao wo.
    14. Mingtian ni chile fan yihou lai zhao wo. Domani dopo aver mangiato vieni da me
    15. Il le1 e il guo di queste frasi possono essere scambiati, inoltre il significato fondamentalmente non cambia, ciò spiega che il significato grammaticale di le1 è davvero quella della "compiutezza". Ma allora dove sta la differenza tra guo e le1?
      Jing Cheng sostiene che guo indica "la compiutezza (dell’azione) ma non [la sua] durata", noi diciamo che le1 indica "compiutezza e durata". Ciò che si indica qui con "durata" è che le proprietà temporali del verbo palesate da le necessitano che venga fissato un determinato arco temporale (vedi il punto 04 di questo articolo). Quest’arco temporale deve essere espresso chiaramente dal parlante, e anche il ricevente [deve] poter essere in grado di determinarlo. Il le1 dell’esempio (6) si differenzia da quello dell’esempio (5) per il fatto che il parlante non ha espresso un arco temporale, così da soddisfare la richiesta di carattere di durata, vale a dire di essere una frase. Essa non è autonoma, sembra che il discorso non sia stato ancora completato (nel punto 5 di questo articolo si parla dettagliatamente della richiesta temporale di le). Nel guo che indica compiutezza [dell’azione] – ma non [la sua] durata, non è richiesta [l’espressione di] un arco temporale, per cui la frase (7) è autonoma. Il contrasto tra la proprietà di compiutezza – non-durata di guo e la proprietà di durata di le può ricevere conferma dagli esempi che seguono:
    16. Wo jie le hun (zai gaosu ni). [Quando] sarò sposato, (ti farò sapere).
    17. Wo jie guo hun (zai gaosu ni). [Quando] mi sarò sposato, (ti farò sapere).
    18. Il significato dell’esempio (10) è che non solo è stata completata la cerimonia ma si è anche entrati nello status matrimoniale, la frase (11) indica principalmente che la cerimonia è stata completata. Si veda ancora:
    19. Ta ye li le hun. Anche lui è divorziato.
    20. Ta ye li guo hun. Anche lui è stato divorziato
    21. La frase (12) indica che il soggetto è ancora nello status di "divorziato", la frase (13) indica che questo status è terminato.
      In una frase formata solamente da soggetto predicato oggetto (vale a dire un contesto neutro privo di qualunque componente temporale), le1 , per via della sua proprietà di "durata", indica sempre che il discorso non è stato finito, e quindi l’autonomia di questo tipo di frase è inadeguata.
      Nelle frasi che seguono, risulta estremamente evidente la richiesta di un arco temporale da parte di le1 e la proprietà di "durata" da esso generata:
    22. Ta zhidao zhe jian shi er.
    23. Conosce questa faccenda
    24. Ta zhidao le zhe jian shi er,
Venuto a conoscenza della faccenda,
Nella frase (14) non si usa le1, ciò che si dichiara è un fatto (generalmente, per delucidare il concetto, si può usare la parola "shixian" [realizzare, attuare]). Nella frase (15) è stato utilizzato le1, e ciò che esprime è la "compiutezza", ma il le1 di qui oltre ad indicare la compiutezza, indica anche la durata dello status dell’evento dopo il suo completamento, e grazie alla sua proprietà di durata, la sensazione che si dà è che il discorso non è ancora finito, che deve esserci un seguito. Nelle frasi in cui è presente le1, in virtù della diversità dei verbi, come anche del diverso arco temporale espresso dal parlante, ci sarà una discrepanza tra le frasi per quanto riguarda l’autonomia di queste, per cui si formerà un continuum di autonomia – semiautonomia – autonomia completa. Di questo problema discuteremo in altra sede.
1.2. Il secondo punto debole della teoria della compiutezza è la differenza [di le] rispetto a wan. La ragione per cui vogliamo discutere di questo problema è che Lu Xunning (1988) utilizzando una gran quantità di spazio (ci si riferisce a due piccole sezioni, la 1 e la 3 come anche ad un’altra sezione) ha detto che wan e le1 non sono la stessa cosa, e inoltre che quello di wan è da considerare come un terreno di discussione estremamente importante, dimostrando che le1 non possiede le proprietà della compiutezza.
Innanzitutto vogliamo dimostrare che la stessa linea di confine tra le1 e wan non è chiara, e che entrambe svolgono la funzione della compiutezza. Guardiamo le frasi che seguono:
(16) Chi le fan qu. Chi wan fan qu. Finito di mangiare, vado
(17) Kan le zhe ge jiemu zai shui. Kan wan zhe ge jiemu zai shui.
Vedo questa trasmissione e poi vado a letto.
(18) Xie le zhe pian wenzhang jiu zou. Xie wan zhe pian wenzhang jiu zou.
Finisco di scrivere questo articolo e poi vado
(19) Wo gua le zhe fu hua jiu wan le. Wo gua wan zhe fu hua jiu wan le.
[Una volta] appeso questo quadro, avrò finito
In secondo luogo vogliamo evidenziare che il significato sintattico di le1 e wancheng e il significato lessicale di wan sono due cose ben distinte. La compiutezza indicata da le1 esprime status differenti a seconda delle caratteristiche temporali del verbo (Ma Qingzhu, 1981); i verbi che seguono appartengono a categorie temporali differenti:
(20) Jiaru le jiu san xue shi. (Va)
Si è iscritto a….???
(21) Chengli le yi ge xin de shetuan. (Va)
Ha fondato una nuova associazione
(22) Tang le yihuier. (Vb1)
Si è disteso un attimo
(23) Zan le bu shao qian. (Vb2)
Ha accumulato non poco denaro
(24) Xi le Yi jian yifu. (Vb2)
Ha pulito un abito
(25) Wen le yi ge wenti. (Vb2)
Ha fatto una domanda
I verbi della categoria Va sono verbi che non [indicano] durata. Le frasi con le1 costruite con verbi di questo tipo indicano la conclusione dell’azione (ad esempio il rito di jiaru [iscriversi], chengli [fondare]), ma lo status formato dall’evento tuttavia continua. Il significato di azione conclusa è fornito da le1, ma la "durata dello status" è fornita dalle caratteristiche temporali del verbo. Ciò che è indicato dai verbi di non durata, è precisamente il prendere forma e il perdurare di uno status, come jiehun (sposarsi), si (morire), pizhun (autorizzare), duan (rompere), xi (estinguere), ecc.
I verbi Vb1 [si possono classificare con] (-compiutezza, +durata), i verbi Vb2 con (+compiutezza, -durata], ma dopo avere utilizzato le1, potranno tutti indicare il completamento dell’azione, e il loro carattere continuativo dipenderà dall’oggetto o dal complemento (letteralmente: il loro carattere continuativo sarà completato appoggiandosi all’oggetto o al complemento). Il "non poco denaro" della frase (23) è stato già "accumulato"; in "un attimo" della frase (22) l’azione del distendersi è già completata; nella frase (24) "un abito" è stato già "lavato"; "una domanda" della frase (25) è stata già "chiesta".
Liu Xunning conclude criticamente con i seguenti esempi:
(26) Da le yi cun *yijing da wan le
E’ cresciuto un po’/di uno cun
(27) Hong le lian shuo * yijing hong wan le
Diventata rosso in viso
Gli aggettivi qui svolgono la funzione di verbi, ciò che indicano è una variazione dello status, dal momento che uno status si è trasformato in un altro status, ciò che il le1 indica qui è "trasformarsi in". Da le indica "già grande", "hong le" indica "già rossa". Noi comprendiamo la "compiutezza" di le1 dal punto di vista di yijing (già). Guardiamo ancora un altro gruppo di esempi di Liu Xunning:
(28) Xiao Li fang ping le zhuozi fang wan le * ping wan le
(29) Xiao Zhang chi yuan le duzi chi wan le * yuan wan le
Ciò che noi capiamo è che:
Xiao Li fang ping le zhuozi fang wan le yijing ping le
Xiao Li ha collocato il tavolo ha finito di collocarlo [il tavolo] è già in piano
Xiao Zhang chi yuan le duzi chi wan le yijing yuan le
Xiao Zhang ha mangiato a sazietà ha finito di mangiare; [lui] è già sazio
Quindi, il significato sintattico di wancheng non può essere confuso con il significato lessicale di wan. Il significato sintattico di wancheng ha le sue caratteristiche sintattiche, non possiamo sostituire il wancheng sintattico con il wan lessicale. Riteniamo che nella dimostrazione di Liu Xunning ci sia un problema di metodo. Il signor Liu per dimostrare che wan e le1 non sono affatto la stessa cosa, assume come premessa che invece siano la stessa cosa. Considerando le1 alla stregua di wan ha eretto un bersaglio molto facile da abbattere, che poi va a colpire. Dimostrare che [le1 e wan] non sono affatto la stessa cosa con una premessa del genere non è un buon metodo. Se si partisse dicendo che in origine [le1 e wan] non sono uguali, e poi si andasse a dimostrare la loro differenza, in questo modo i risultati del signor Liu forse non sarebbero gli stessi.
1.3. In realtà, da un lato la linea di demarcazione tra le1 e guo come anche wancheng è indistinta, e a volte si dà l’impressione di usare "guoqu wancheng" (compiuto nel passato); ma d’altra parte anche con zhe la linea di demarcazione è indistinta, per cui a volte l’impressione che si dà è quella di usare shixian (realizzato, effettuato, attuato). Si osservi:
    1. a
    2. Naer si guo ren.
      b Naer si le ren.
      Sono morte delle persone lì
    3. a
    4. Tamen ba fan dou chi wan le.
      b Tamen ba fan dou chi le.
      Hanno mangiato tutto
    5. a
    6. Naer xie zhe ji ge zi.
      b Naer xie le ji ge zi.
      Lì stanno scritte alcune parole
      Gli esempi di cui sopra, nelle coppie a/b, sono quasi sinonimi. Non c’è una linea di demarcazione chiara che permetta di spiegare le1 su due poli orientativi. Liu Xunning per dimostrare il significato di shixian di le1, e il suo opposto wancheng, ha aggiunto le1 a qilai in un [sintagma] verbale, ad esempio "V le qilai" (oppure "V qilai le"), allo scopo di dimostrare la concordanza tra le1 e il qilai che indica il significato di shixian; però non ha aggiunto le1 a wan, seppure essi si trovino spesso insieme in [sintagmi] verbali, ad esempio V wan le. È anche a causa di ciò che non ci sono due chiare linee di demarcazione.
      Un altro argomento che accettiamo di discutere è quello di considerare il confronto quantitativo tra i verbi e queste due linee di demarcazione. I verbi che non hanno una linea di demarcazione chiara con zhe numericamente sono in assoluta minoranza; la maggioranza [dei verbi] tende verso wancheng (Ma Qingzhu, 1981, 4.1). Naturalmente abbiamo fatto attenzione anche alle differenze tra essi e guo.
      1.4. Un'altra distinzione tra le1 e guo è che in un contesto neutro entrambi hanno la simultaneamente la funzione di indicare il tempo: guo indica un tempo remoto, le1 indica un tempo prossimo. Si confrontino gli esempi che seguono:
    7. Wo chi guo shengyupian. Li ho mangiati i sushi. (so che sapore hanno)
    8. Wo chi le shengyupian, Ho mangiato i sushi,
    9. Ta dang guo bing. Ha servito nell’Esercito/Ha fatto il servizio militare
    10. Ta dang le bing, Si è arruolato nell’esercito,
    11. Ta qu guo Beijing. È stato a Pechino (esperienza).
    12. Ta qu le Beijing, È andato a Pechino,
    13. Desideriamo sottolineare per prima cosa che non intendiamo inserire ulteriori fattori contestuali, e poi che ci sembra che essi siano indicativi dei significati sintattici più rappresentativi o più probabili. Il tempo indicato dagli esempi (33), (35) e (37) è piuttosto remoto, quello indicato negli esempi (34), (36) e (38) è piuttosto vicino, fino a "un momento fa". Si guardi la seguente asse del tempo:
      ----------------------------------------------------------|---------------------------------à
      Tempo remoto Tempo vicino Adesso Futuro
      (Ta qu guo Beijing) (Ta qu le Beijing) (Ta qu Beijing le) (Ta qu Beijing)
      E’ stato a Pechino E’ andato a Pechino Adesso è a Pechino Va a Pechino
      Grazie alla manipolazione degli elementi contestuali, possiamo facilmente ottenere i risultati visti sopra. In un contesto neutro (supponiamo che non ci sia nessun elemento contestuale di disturbo – naturalmente anche in questo caso si ha un contesto, noi diciamo che questo è un contesto neutro, o contesto zero) guo e le1 sono/indicano un aspetto temporale e un aspetto composto, ma in una situazione di contesto esauriente/completo, la loro natura temporale potrà essere verificata/controllata.
      Nelle ricerche precedenti non si è fatta attenzione a distinguere i contesti neutri con status zero dai contesti esaurienti con altri elementi di disturbo. In molte questioni, sono stati fatti passi falsi enormi, in alcuni casi si sono anche tirate fuori interminabili dispute che non avevano alcun senso. In altri casi la ricerca ha invece confuso contesti diversi, creando problemi e conclusioni falsi. Negli studi che riguardano l’aspetto e il tempo della lingua cinese, le cose vanno in questo modo.
      Riteniamo che un metodo di ricerca in cui gli elementi contestuali sono sotto controllo meriti la nostra maggiore attenzione.
      1.5. Non è che la teoria dell’ "attuazione" (shixian lun) sia priva di punti deboli: innanzitutto essa ha ignorato, per concisione e coerenza teorica, la differenza tra le1 e le2; in secondo luogo, ciò che mette a disagio è il fatto che essa va contro il sentimento comune della lingua, e questo è pericoloso: se una teoria va contro il sentimento linguistico della maggior parte della gente, avrà sicuramente dei punti non razionali. Se, ad esempio, spieghiamo la frase (1) con questa teoria, verrà fuori "Zuotian ‘shixian’ mai yi ben shu de xingwei" (Ieri ha attuato l’azione di comprare un libro), [frase che] risulta sempre difficile da affrontare. Diversamente da "Zuotian ‘wancheng’ mai yi ben shu de xingwei" (Ieri ha compiuto l’azione di comprare un libro), [frase che] appare diretta, chiara e, soprattutto, [rientrante] nell’insegnamento scolastico. Un esempio ancora più difficile da trattare è il seguente:
    14. Haizimen dou chi le fan le.
    15. A spiegare una frase come questa con la teoria dell’ "attuazione" non si riesce proprio: stanno assieme due "attuazioni", la seconda "attuazione" è l’ "attuazione" della prima "attuazione", e in realtà [un discorso del genere] è molto difficile da far capire agli studenti.
      Il punto debole più fatale della teoria dell’attuazione è l’incapacità di spiegare perché non si è usato il le in una grande quantità di frasi in cui c’è già il verbo shixian (attuare); su questo punto, essa presenta problematiche simili a quelle della teoria della compiutezza (wancheng). Si vedano ad esempio le seguenti frasi:
    16. Yi ri, liang re guangjie shi kan dao yinhang menkouzai chushou rengou zheng (,jiu mai le shi zhang.)
    17. Un giorno, due persone mentre passeggiavano per strada videro che sulla porta di una banca vendevano dei certificati di sottoscrizione (, così ne comprarono dieci).
    18. Ta zhidao zhe yuanshi gu de lihai.
    19. ???????????
    20. Fuzi liang ren yi zai tuolai zhe bi zhaikuan. Padre e figlio prorogarono il mutuo
    21. Zhe wei zong jingli que yin tanwu shouhui zhengzai jieshou shencha. Questo direttore generale è attualmente sotto inchiesta per avere accettato delle bustarelle.
Negli esempi visti adesso, i termini kandao, zhidao, tuolai, jieshou, sono tutti verbi che [indicano] già "attuazione", e ciononostante non possono fare uso di le (e non si può neanche dire che possono adoperare le ma non lo hanno fatto [in questi esempi]). [Ci chiediamo], perché? Questo è il problema che più ci sta a cuore (Jin Lixin, 1997). Noi siamo pronti ad assimilare ogni parte razionale della teoria dell’attuazione e della teoria della compiutezza, e usare [queste conoscenze] per spiegare le condizioni necessarie e sufficienti per utilizzare il le. Questa non solo è un’urgente necessità didattica, ma è anche un’urgente necessità teorica.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 

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