 |
|
|
 |
Sulla costruzione mei V le1
|
Sulla costruzione "mei V le1" di Chen Gang Compendio. Il presente articolo dimostra che la comune forma negativa di "V le1" è "mei V" e che "mei V le1" si adopera solamente per certi tipi di negazioni presunte. Ci sono quattro circostanze in cui ciò si verifica: 1) [in caso di] inferenze, autodifesa, confutazioni o rimproveri; 2) [nei casi in cui] si indica che non sono emerse inintenzionalmente conseguenze non prese in considerazione; 3) [nei casi in cui] si dimostra che i fatti non sono affatto come ce li si immagina; 4) [nei casi in cui] si indica che l’azione non ha attuato ciò che si era immaginato. Infine [l’articolo] spiega che V in "mei V le1" indica sempre una determinata conseguenza. Riguardo la costruzione "mei V le1", in passato ho fatto un’indagine preliminare1, ma quella volta avevo solamente gli esempi [tratti dall’] opera di Lao She, e le prove erano insufficienti; adesso, faccio un’ulteriore esame affidandomi ad esempi di altre opere moderne e contemporanee, e ad altri esempi dell’opera di Lao She. Prima dell’analisi, [desidero] spiegare due punti. - Questo " le1" (che d’ora in poi chiameremo semplicemente "le") nella lingua parlata di Pechino si pronuncia lou; nel resto del nord della Cina si pronuncia liu. La sua funzione è quella di indicare una condizione di compiutezza ipotetica, come, ad esempio "
wanyi diu le (lou) shenme ke guai ni" (Nel caso si perdesse, possono incolpare te). Da qui la trasformazione in una condizione di compiutezza con tono ammonitore, come ad esempio "xiao xin bie diu le (lou) dongxi" (Fa’ attenzione a non perdere niente). Il le che sta in tutte le costruzioni "mei V le" viene anche pronunciato lou2. - Qui non ci limiteremo ad analizzare "mei" (o il suo anaologo "meiyou"). Analizzeremo anche il suo predecessore "buceng"3. "Mei" si è visto per la prima volta durante l’epoca Song, e fino all’epoca Ming se ne è ancora fatto un uso estremamente ridotto. Se in " Shui Hu" e in "Xi You Ji", "buceng" occupa una posizione assolutamente predominante, "mei" apparirà solo occasionalmente. Durante l’epoca Qing la situazione è leggermente diversa, con "Hong Lou Meng" (Il Sogno della Camera Rossa) l’uso di "mei" comincia ad avere un’ampia diffusione, anche se nel suo coevo "Rulin Waishi" fino al suo posteriore "Ernu Yingxiong Zhuan" si usa ancora principalmente "buceng". Nella lingua orale di Pechino, "mei" ha ormai interamente sostituito "buceng"4. Sostanzialmente l’impiego delle due parole è identico, generalmente si dice che c’è solamente una differenza epocale. Adesso ne faremo un’analisi congiunta, e potremo citare abbastanza materiale scritto, così da poter facilmente [fare un lavoro] comparativo e analitico.
Quando "le" indica che un’azione o una variazione si è già compiuta, generalmente viene usata nelle frasi affermative, non in quelle negative. Si confrontino gli esempi che seguono: - Ceng can sha le ren le
. Ha ucciso [una] persona - Ceng can mei sha ren
. Non ha ucciso nessuno Nell’esempio (1) si dice che [il soggetto] ha partecipato all’omicidio, nell’esempio (2) si dice che non vi ha partecipato. Si faccia ancora un confronto: - Ceng can mei sha le ren
. Non lo ha ucciso Qui si dice che [il soggetto] non è riuscito ad uccidere la persona, pur avendoci provato. Si guardi ancora un altro esempio: - Zai Hongmenan shang, Xiang Zhuang daodi er mei sha le Pei Gong
. Al banchetto di Hongmen, Xiang Zhuang alla fine non uccise Pei Gong. Questo "le" non può essere omesso. Omettendolo si altererebbero i fatti storici. Ma così dicendo, in "mei sha" e "mei sha le", sebbene siano entrambi la forma negativa di "sha le", il senso della negazione è diverso: "mei sha" è la forma negativa di un comune status di compiutezza, mentre "mei sha le" è la forma negativa di un diverso tipo di status di compiutezza: ciò che esso indica è la negazione della produzione di un risultato. Questo risultato è ciò che pensa colui che sta parlando: quando Xiang Zhuang fa la danza della spada, se non fosse per Xiang Bo che crea una barriera, egli con tutta probabilità ucciderebbe Pei Gong. Ma il significato di quest’idea, a volte non è evidente. Si guardino anche i due esempi che seguono: - Que buceng shaohui le
. (Feng Chengjun: Yuan dai baihuo bei, shi yi) Tuttavia non bruciò [niente] (Stele in vernacolo dell’epoca Yuan, 11) - (
Bao Yu) zhe bairi nei zhi buceng chaihui le Yihong yuan. (Hong Lou Meng, qi shi jiu hui). (Bao Yu) in quei cento giorni per poco non demolì il cortile della Rossa Gioia. (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 79). In questi due esempi, potrebbe sembrare che, la presenza o l’assenza di "le" non abbia alcun effetto sul semantema. In realtà, il significato non è affatto identico con o senza il "le", ed è questo il punto che stiamo per analizzare. Ciò che indica il modello "mei V le" è la negazione di un presupposto, di un’idea. Con una buona approssimazione, [si possono riconoscere] le quattro situazioni che seguono. (Uno) [Quando] "mei V le" regge un ragionamento, spesso è usato per inferire, giustificarsi, ribattere o biasimare. È il ragionamento in cui si usa l’idea come presupposto. [Ma] guardiamo prima [questi] due esempi: - Ta mei zhe le shou, jiao ta ziji ban qu!
(Hong Lou Meng, san shi yi hui). Non si è rotto la mano, digli di andarsene! (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 31). - Shui you mei feng le, dezui ta zuo shenme!
(tongshang, er shi hui) Nessuno è ancora impazzito, perché l’avremmo offeso! (ibid. capitolo 20) Nell’esempio (7) il presupposto basilare è: ‘solo se ha rotto la mano, ha motivo di chiedere ad altri di sostituire ban?????’. Nell’esempio (8) il presupposto basilare è: ‘solo se si è ammattiti si può offenderlo’. Nella lingua scritta, questi presupposti non sono manifesti, il lettore può capirli solo basandosi sul senso comune. Anche gli esempi che seguono appartengono a questa categoria: - Wo you buceng zuo le dai shi! (Shui Hu/xu), er shi hui)
.Non ho ancora fatto cose malvagie! (Shui Hu, capitolo 20) [forse Shui Hu Zhuan: All men are brothers, di Shi Naian] - Ni jia you bucheng si le ren. (Rulin Waishi, er hui).
A casa tua non è ancora morto nessuno. (Rulin Waishi, capitolo 2). - Jiujia xu buceng shao le ni jiuqian! (Shui Hu)
. ?????Shui Hu, capitolo 2). - Ta buceng baichi le ni dongxi. (Xi Youji, shi jiu hui)
. Non ha mangiato le tue cose senza pagare. (Xi Youji, capitolo 19) - You weiceng hai le ni jia nuer (Tong shang)
. Non è ancora stato fatto del male a tua figlia. (Ibid.) - Wo you mei fan le guofa wang zhang! (Ji Gong Zhuan, yi ba yi hui)
. Non ho ancora violato le leggi dello Stato e lo statuto monarchico. (Biografia di Ji Gong, capitolo 181) - Wo nuer jia zai ta jia, mei fan le shida e. (Leng Fo/fu: Chun A Shi, shi ba hui)
. Mia figlia si è sposata a casa di lui, non mi pare abbia fatto una cosa tanto peccaminosa. (Leng Fo/fu: Chun A Shi, capitolo 18) - Na? Mei you fan le fa! (Zhao Shuli: Xiao er Hei jiehun, ba)
. Na? Non ha infranto la legge! (Zhao Shuli: Xiaoer Hei jiehun, 8). Anche l’esempio (6) appartiene a questa categoria. Questa frase nel testo prosegue così: "…senza legge e senza Cielo escogitando con queste ragazze tutti i giochi possibili al mondo." Secondo il buon senso si [può] supporre che, dal momento che in tal modo si va contro la legge, naturalmente è anche destino che demoliscano il cortile della Rossa Gioia, ma [ecco che] inaspettatamente, [i protagonisti] "non l’hanno demolita". Con il modello "mei V le", a volte si deve porre davanti un avverbio come "bing, you, que, xu" (assolutamente, ancora, invece, necessariamente) per rafforzare il tono di replica. (Due) Indica che non è apparso accidentalmente un certo risultato che non si sperava accadesse. Ma prima facciamo un confronto con le seguenti [frasi]: - Chao Gai you wen dao
: "Buceng sharen me?" Xiao louluo da dao: "Bing buceng shahai ta yi ge." (Shui Hu/xu, shi jiu hui). Chao Gai chiese ancora: "Non l’hai ucciso?" Il lacchè rispose: "Assolutamente non ne ho ferito uno." (Shui Hu, capitolo 19) - Hai er dan ti yeye daming huxia ren, duo xie danshen de baoli, yang xxx laomu, qishi bing buceng hai le yi ge ren. (tongshang, si shi er hui)
. Il bimbo ….???? (Ibid. capitolo 42). Nell’esempio (17) si dice che la ferita è stata assolutamente inintenzionale, nell’esempio (18) si dice che non è nell’[atto] del saccheggiare la proprietà, che si è causata probabilmente la morte di una persona. Ma se si omette il "le" nell’esempio (18), nel semantema non si riuscirà a produrre una differenza evidente, questo [è un caso] diverso da quello visto nell’esempio (4) "mei sha le Pei Gong" (non uccise Pei Gong). Questo tipo di frase è frequente nelle situazioni in cui si [vuole esprimere] la paura che segue l’evento, oppure il rallegrarsi [per qualcosa]. Quelli che seguono sono alcuni ulteriori esempi: - Mei ba hua guniang ji feng le ne! (Hong Lou Meng, si shi san hui)
. È mancato poco che la signorina Hua non uscisse di senno per l’ansia. (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 43). - Gangcai cha yidianer mei re xia le huo. (Xing Shi Yin Yuan, san shi qi hui)
. Poco fa a momenti provocava una disgrazia. (Xing Shi Yin Yuan, capitolo 37). - Hao taitai, ni bie shuo wo le, mei ba ge meimei jifeng le ne? (Ernu Yingxiong Zhuan, san shi wu hui)
. Gentile signora, lasci perdere, c’è mancato poco che la sorellina non uscisse di senno per l’ansia. (Ernu Yingxiong Zhuan, capitolo 35) - Wo de pusa! Mei ba wo husha le! (Tongshang, shi hui)
. Per misericordia! A momenti non mi bloccavo per la paura (Ibid. capitolo 10) - Xia de cha dianer mei yan le qi. (Chen Shi He: Pingshu huapi)
. Ho preso una tale paura che a momenti non morivo. (Chen Shihe: Pingshu Huapi). Questo tipo di frasi più o meno corrisponde alle frasi del tipo A a cui [si riferisce] Zhu Dexi quando parla di "cha yi dian"5. Questo "cha yi dian" ha il significato di "xianxie" (essere sul punto di, mancare per un pelo), ed è diverso dal "cha yi dian" del tipo B. Le espressioni del tipo B come "cha yidian mei jige" (non ha superato l’esame per poco) o "cha yi dian mei xiuhao" (non l’ha proprio messo a posto), non vogliono neanche l’uso del "le". Per quanto riguarda l’uso o meno di "le" nelle frasi di tipo A, ci sono ancora alcune regole da esaminare. Nell’esempio (22), viene usato "le", ma nella frase "Xianxie er buceng ba wo xia si" (Fui sul punto di morire dalla paura) (Ernu Yingxiong Zhuan, capitolo 6), il "le" non viene usato. Si vedano ancora altri 5 esempi citati dal signor Zhu: Cha yi dian mei dapo( ). ( Per poco non [l’ho] rotto) | Cha yi dian mei shu ( ). (Non abbiamo perso [ ] per un pelo) | Cha yi dian mei si le. (Era lì per morire) | Cha yi dian mei shuai ( ) yi jiao. (Non l’ha fatto cadere per miracolo) | Cha Yi dian mei lihun. (C’è mancato poco che divorziassero). Nel terzo di questi esempi, il "le" può benissimo essere omesso, negli altri quattro esempi il "le" può essere aggiunto tra parentesi. In questo tipo di frasi – in condizioni non specifiche – il "le" può essere aggiunto o omesso liberamente. D’altra parte, in "Ernu yingxiong Zhuan" troviamo anche un esempio di questo tipo: - Xianxie er buceng wu le dashi
. (Shi yi hui). Per un pelo non si è persa un grande evento. Questa frase sembra appartenere alla stessa categoria. Ma [c’è da dire che] le strutture "wu le", "wang le" è per certi versi indivisibile, e rimangono tali anche fuori dal modello "mei V le". In passato le ho annoverate nel modello "mei V le", ma probabilmente vanno tolte. C’è ancora una situazione in cui l’uso di "le" in questa categoria di frasi è in discussione: - Xingkui wo mei dezui ( ) ta laorenjia
. (Shi Gongan, Yi si jiu hui). Per fortuna non avevo offeso il grande vecchio. (Shi Gongan, capitolo 149). [In questa frase], lì dove è la parentesi può essere inserito il "le", ma [la frase] va bene anche senza il "le". Se però trasformiamo la frase in "Xingkui wo mei ba ta laorenjia dezui le", questo "le" non potrà essere omesso. Questo è dovuto al fatto che hanno effetto le regole strutturali di "ba", che sono un’altra cosa; negli esempi (19), (21) e (22) visti sopra, il "le" può invece essere omesso. Ciò che va aggiunto qui a completamento [di quanto detto finora] è che [anche se] nella lingua parlata [le locuzioni] "Xianxie er", Chadian er", "Xinger", a volte vengono omesse, la costruzione "mei V le" trasmette comunque il senso di "paura dopo l’evento" o di "rallegramento". (Tre) Le valutazioni e le conoscenze fatte inizialmente sono state confutate dai fatti. La maggior parte di queste frasi vengono adoperate quando si fa una supposizione, una congettura, ma sono utilizzate anche in altre circostanze. Si vedano gli esempi che seguono: - Menhu dou kai le, que buceng shi le wujian
. (Shui hu, wuushiwu hui) (traduzione?)------ Dato che le porte sono state aperte, con tutta probabilità ci si è lasciati sfuggire le cose. - Yao haishi yuanlai yiyang, bing meiyou gai le yanse. (Ji Gong Zhuan, bashisi hui
) (traduzione?)---------------Ji Gong ha inghiottito e rimesso la medicina, la medicina naturalmente è di colore diverso. - Wo ba ni zhe ge niao jing houzi! Ni zhenghao buceng li le wo zhang xin li!
(Xi You Ji, qi hui) (traduzione?)------------ Sun Wukong crede di essere già arrivato dall’altra parte della terra. - Zhao guangtou shang kan le qi ba jian, xingzhe toupi er ye buceng
hong le yi hong. (Tong shang, sanshisi hui) (traduzione?)------------------ lo scalpo è stato squarciato dalla spada, come minimo sarà arrossato. [L’espressione] "Que buceng shaohui le" (Tuttavia non bruciò [niente]) dell’esempio (5) visto sopra, è la forma negativa delle originali scritture canoniche e tavole di sigilli "Jin xing shaohui le" (bruciò interamente). Questo tipo di frasi a volte non si distingue facilmente dal tipo di frasi che indica "la paura dopo l’evento" o il "rallegramento". Per esempio, nelle due frasi che seguono: - Hai kui chaofengmen pao de kuai, buceng shang le xingming
. (Ru Lin Waishi, wushier hui). Essere in debito con i ricchi e scappare velocemente, non gli aveva impedito di vivere/non gli aveva ostacolato la vita. (Ru Lin Waishi, capitolo 52). - Xingde wo de ming chang, buceng si le
. (Wang Jiu Si: Zhongshan Lang Yuan ben). Fortunatamente la mia vita è lunga, non sono ancora morto. (Wang Jiu Si: Zhongshan Lang Yuan ben) Entrambe le frasi indicano "rallegramento". Ma allo stesso tempo, nell’esempio (30) si dice che il cornicione della sala era caduto velocemente e i ricchi probabilmente erano stati colpiti a morte; nell’esempio (31) si dice che Zhao Jianzi ha affrettato il passo con molta forza, e il lupo probabilmente non è riuscito a scappare. In tutti e due gli esempi abbiamo la negazione di un calcolo, di una valutazione. (Quattro) Indica fare ma non riuscire nell’intento. L’esempio (4) visto sopra appartiene a questa categoria. Se c’è un’azione certamente c’è un obiettivo, l’obiettivo è una certa idea, un certo convincimento. Nell’esempio (4) l’idea di Xiang Zhuang è quella di assassinare Pei Gong con l’espediente della danza della spada. Se l’obiettivo non viene raggiunto, [questo] a volte [si esprime] usando la costruzione "mei V le". Frasi di questo tipo di tanto in tanto appaiono nelle opere letterarie moderne. Si veda l’esempio che segue: - Sui mei zuowan le yun, tengnuo de zi ruo niu sheng le, dao bu hao le
. (Hong Lou Meng, wu shi hui). Sebbene non avesse completato la rima, era come se lo spostamento delle parole rinnovasse [il verso], ma il cambiamento non era felice. (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 50). "Mei zuowan le yun" significa che non ha raggiunto l’obiettivo di completare la rima. Nelle opere letterarie contemporanee, questo genere di frasi si vede abbastanza spesso. Alcuni esempi: - Kexi mei dian le hanlin.
(Yang Manqing: Zasui Lu). È un peccato che non sia stato scelto come membro dell’Accademia Imperiale (Yang Manqing: Antologia Zasui [=frantumare] - Budan mei shen le yuan, hai chadianer ba Xiao Ming er da shang
. (Zhang Jiansheng Pingshu: Hong Yu). Non solo non ha riparato il torto, ma ci mancava poco che instaurasse una relazione con Xiao Ming. (Storie narrate da Zhang Jiansheng: Giada rossa) - Mei gei wo gege jiejie bao le chou
. (Gu Cunde pingshu: Wusong. Luyin). Non sono stato vendicato dai miei fratelli maggiori. (Storie narrate da Gu Cunde: Wu Song. Registrazione fonica) - Cai Mao
¡¢ Zhang Yun daodi mei jiechu le Cao Cao de caiji. (Yuan Kuocheng pingshu: San Guo yanyi. Luyin). Cai Mao e Zhang Yun dopotutto non sono riusciti a rimuovere i sospetti di Cao Cao. ( Storie narrate da Yuan kuocheng: Romanzo storico dei Tre Regni. Registrazione fonica - Ta jiran lai le, jiu yiding meiyou tiao le yan
. (Lao She: Zheng Hong Qi xia). Se è venuto, allora [vuol dire] che non è stato pignolo. (Lao She: Zheng Hong qi xia= Sotto la bandiera rossa) - Shang ci jiu mei da gou le ni
. (Xin Fengxia: Gudu. Renmin ribao, 1981 nian, 7 yue 18 ri 5 ban). La volta scorsa allora non ti ho percosso abbastanza. (Xin Fengxia: Gudu [solitario]. Quotidiano del Popolo, 18 luglio 1981, pag. 5) - "Sirenbang" leng mei xiaomie le xiangqi
. (Su Shuyang: Yuan Ming Yuan Xianhua. Beijing Wenyi, 1982 nian 4 yue hao). La banda dei quattro incautamente non ha abolito il gioco degli scacchi cinesi. (Su Shuyang: Yuan Ming Yuan Xianhua [Digressioni sul luminoso parco rotondo???]. Arte e letteratura a Pechino, Aprile 1982) - You zhe chengming chengjia de luzi guli, jing mei cuo le ta de ruiqi
. (Deng Youmei: Na Wu. Beijing Wenxue, 1982 nian 4 yue hao). Il metodo di questo famoso specialista è incoraggiante, la gara non ha abbattuto il suo slancio. (Deng Youmei: Na Wu [quei cinque???] Letteratura a Pechino, Aprile 1982) Negli esempi visti sopra non è possibile omettere il "le", fatta eccezione per l’esempio (38) in cui – per via della [presenza] del complemento gou, l’omissione è possibile. Similmente a questo modello "mei V le", nel primo stadio dei lavori letterari in vernacolo era spesso adoperato il modello "buceng V de". Ad esempio: - Zhang Heng tong er san bai ren, buceng zou de yi ge. (Shuihu, liu shi san hui
). Zhang Heng con due/trecento persone, non è andato neppure uno (Shuihu, capitolo 63). Questa frase equivale, in vernacolo contemporaneo, a "Zhang Heng gen er san bai ren, mei pao le yi ge (huo: yi ge ye mei pao le)" (Zhang Heng con [altre] due/trecento persone, non ne è scappato neppure uno. Allo stesso modo, l’esempio (33) può essere trasformato in "buceng dian de hanlin", l’esempio (34) può diventare "buceng shen de yuan", l’esempio (35) può essere cambiato in "buceng gao de chou". A volte occorre apportare dei piccoli cambiamenti alla forma della frase, ad esempio la (32) diventerà "Yun sui buceng zuo de wan", la (38) si trasformerà in "Jiu buceng da de ni gou". Naturalmente, questo non vuol dire affatto che tutte le costruzioni "buceng V de" possano trasformarsi nel modello "mei V le". Questo per via del fatto che l’utilizzo è alquanto ampio. Riguardo questo problema, non elaboreremo un’analisi in questa sede. Della costruzione "mei V le", oltre ai quattro tipi visti sopra, c’è anche la variante "V le mei". Ad esempio "Zai jia mei zhu le ji tian" (Lao She, Liu Tun/Zhun de) è quindi la variante di "Zai jia zhu le mei ji tian" (In casa è rimasto neanche pochi giorni). Probabilmente è il relativamente nuovo modello "mei V le". Nel vernacolo antico generalmente si diceva "Zai jia zhu le bu dao ji tian" oppure "Zhu bu ji tian". Di seguito mostriamo tre esempi di questo tipo: - Ma Er xiansheng zou bu duo yuan, yi dao le shanjiao xia
. (Ru Lin Waishi, Shi si hui). Il signor Ma Er non è andato lontano, è arrivato ai piedi del monte. (Ru Lin Waishi, capitolo 14). - Na lai An Er qu bu duo shi
. (Jin Ping Mei "Ci Hua", wu shi ba hui). Allora An Er non se n’è andata da molto tempo. (Jin Ping Mei "Ci Hua", capitolo 58). - Zhe li Jia Mu he Feng Jie
¡¢ Bao Chai shuo le mei san ju hua. (Hong Lou Meng, yi ling yi hui). Qui Jia Mu, Feng Jie e Bao Chai non hanno detto neanche tre parole. L’esempio (42) equivale a "mei zou le duo yuan", (43) a "mei qu le duo jiu", (44) a "Mei shuo le san ju hua" Più o meno sono questi i modelli della costruzione "mei V le". Di seguito ci sono ancora alcuni punti che necessitano una spiegazione. - La differenza tra "le" e "diao". Una volta ho detto: " a volte "le" può essere sostituito da "diao".6 Lo "Xiandai hanyu babai ci" riporta: "Nelle frasi negative in cui è adoperato "mei", dopo il verbo generalmente non può essere aggiunto "le", tuttavia, nei casi in cui quest’ultimo, [che chiameremo] "le1", ha la valenza di "diao", può apparire [insieme a "mei"]7. Citando un esempio
, "Xingkui mei reng le ta, jintian you yong shang le" (Per fortuna non lo ha cacciato via, oggi può ancora essere utile). [ATTENZIONE: l’esempio citato nello Xiandai hanyu babai ci è: ÐÒ¿÷ûÈÓËü£¬½ñÌìÓÖÓÃÉÏÁË£ºdopo reng non c’è le, e il pronome ta è quello usato per le cose. N.d.r.]. A parte l’indiscutibile somiglianza tra "le" e "diao", entrambi producono il valore semantico di un risultato. La differenza, probabilmente sta nel fatto che "diao" è usato come complemento, e si limita ad indicare perdita, logoramento, riduzione, a [connotare in senso] peggiorativo il significato del verbo. Ad esempio il "baichi" (mangiare gratis) della frase (12), "xiaomie" (abolire) della frase (39). Così come nelle frasi dalla (32) alla (38), in cui non è presente il significato di "perdita", non può essere usato il modello "mei V diao". Inoltre, [lì dove] è presente un verbo che fa da complemento, come "husha" nella frase (22), "hong yi hong" nella frase (29), non è utilizzabile la forma "mei V diao". " le1" è una particella/parola ausiliare e certamente non indica una perdita, ed è applicabile ad ambiti più ampi di "diao".8 - Gli ambiti d’uso di "mei V le". "mei V le" indica che non è apparso un determinato risultato (un esito o una conseguenza). Verbi come "feng" (essere pazzo), "si" (morire), "huai" (essere cattivo/malvagio), semanticamente contengono già un risultato, e possono essere usati nella costruzione "mei V le". Altri verbi, come "shui, chuan, zuo" (dormire, perforare/indossare, fare/produrre, da soli indicano soltanto un’azione, non un risultato, quindi devono reggere un elemento aggiuntivo (un complemento o un attributo dell’oggetto), e solo così potranno essere usati con la costruzione "mei V le". Si provi a vedere gi esempi che seguono:
(45a) MEI MAI LE HUO. (45b) Jin you jin, tong na ji ge keren hai buceng maiwan le huo. (Rulin Waishi, san hui). Denaro, avere il denaro, con quegli ospiti non sono ancora riuscito a vendere tutta la merce. (Ru Lin Waishi, capitolo 3). (46a) MEI SHUI LE. (46b) Ta bing meiyou shui shizai le. (Lao She: Zheng Hong qi xia, wu). Non ha dormito veramente. (Lao She: Sotto la bandiera rossa, 5) (47a) MEI SHOUYONG LE. (47b) Ta you buceng shouyong guofen le. (Shui Hu, ershiwu hui). Non ha ancora tratto un profitto esorbitante. (Shui Hu, capitolo 25) (48a) MEI CHUAN LE. (48b) Lian na xie yishang wo hai mei chuan bian le. (Hong Lou Meng, ershiwu hui). Persino quei vestiti non li ho ancora indossati dappertutto. (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 25) (49a) MEI ZUO LE MENG. (49b) Ta dagai mei zuo le hao meng. Probabilmente non ha fatto un bel sogno. (50a) MEI ZOU LE LU. (50b) Xinger mei zou le yuanwang lu. Fortunatamente non ha fatto la strada per niente. In realtà, i "le" visti sopra non sono aggiunti al verbo, bensì all’intera locuzione verbale: vale a dire che solamente quando nel verbo c’è un risultato, è applicabile la costruzione "mei V le". In "mei re ji le" (non ha provocato in maniera impetuosa), "ji" è il risultato; in "mei ji feng le" (non si è agitato come un matto), "feng" è il risultato. È possibile dire "wo ke mei re le ta" (io non l’ho assolutamente provocato). Questo per via del fatto che "re" da solo genera il senso di un certo risultato (ad esempio reji, refan (provocare con ostilità), ecc. "Shao le fang" ([hanno] bruciato l’edificio/casa) ha sicuramente il significato di un risultato, e posso dire "mei shao le fang" (non [hanno] bruciato la casa). Ma "Shao le shui" ([ho] riscaldato l’acqua), "shao le fan" ([ho] preparato da mangiare), non necessariamente hanno [il significato di] un risultato, è anche possibile che [l’operazione di] riscaldare/cucinare sia ancora in corso, e generalmente è raro che si dica "mei shao le shui" (non [ho] riscaldato l’acqua); tuttavia i pechinesi spesso dicono "wo you mei shao hu le xi lian shui" (non ho ancora riscaldato l’acqua per lavare il viso) (Il Sogno della Camera Rossa, capitolo 59), e questo perché "hu" (bruciato) è un risultato. Si guardi ancora questo esempio: (51) Wo zuo nucai yi lai ye mei gan huai le shenme shi, bing mei jiao zhuzi ma wo yi juer, dang wo yixiaer. (Jin Ping Mei qishiliu hui). Anche se faccio il servo, non ho fatto niente di male, e non ho affatto insegnato al padrone ad insultarmi, ad ostacolarmi. (Jin Ping Mei, capitolo 76) "Gan huai" ha il significato di una conseguenza, ed è usato "le", "ma" e "dang" non esprimono un risultato , e quindi non è usato "le". La differenza è molto chiara. Stabilire se gli esempi che seguono appartengano o no a questa categoria, è un punto da ponderare: (52) Wo buceng qiang che le ni lai. (Ru Lin Wai shi, sishiqi hui). Non ti ho mai trascinato con la forza. (Ru Lin Waishi, capitolo 47). (53) Wang Laoye buceng gen le qu. (Tongshang, yi hui). Il padrone Wang non è mai andato a sposarsi/non ha mai seguito…??? (Ibid., cap. 1). (54) Xianxie er buceng ku le chulai. (Ernu Yinxiong Zhuan, Sishi hui). Per poco non scoppiava in lacrime. (Il Sogno della Camera Rossa, cap. 40). (55) Nimen de dongxi, ziran zai jia mei dai le lai. (Hong Lou Meng, sishi hui). Naturale che non ho portato le vostre cose a casa. (Il Sogno della Camera Rossa, cap. 40) "Lai, qu, chulai" di questi quattro esempi sembrano propendere verso il complemento, e devono anche [indicare] un qualche risultato. Ma, a parte il "chulai" dell’esempio (54), il "le" degli altri tre esempi può essere sostituito da "zhe". Quindi questi esempi sono di natura diversa [lett. sono tutt’altra cosa]. - Ciò che infine va detto [lett. spiegato] è che la costruzione "mei V le" è usata in grandissima parte dagli scrittori del nord, soprattutto dai pechinesi, ma può essere trovata anche nelle opere degli scrittori del sud:
(56) Wo jia ziguan canhua bu hao, ke bing mei hai le shui. (Mao Dun: Chun Can). I bachi da seta curati dalla mia famiglia non sono buoni, ma non sono affatto nocivi. Mao Dun: Chun Can) (57) Dan hai meiyou mo le san sheng, jiu xiang ta jiao. (Rou Shi: Wei Nuli de Muqin). Ma non ne ha ancora consumato tre litri, quindi mi rivolgo a lei. (Rou Shi: La madre dello schiavo/servo) - Dan ta bing meiyou fangqi le ta de zhuanye. (Xu Chi: Gedebahecaixiang).
Ma lui non ha affatto rinunciato alla sua specializzazione. Xu Chi: La Congettura di Goldbach). Questi tre autori sono tutti della provincia del Zhejiang. Comunque, nelle opere degli scrittori del Sud, questi tipi di esempi sono rarissimi.
|
|
|
|